Comitato rifiuti zero - irno picentini sele -.
DICIAMO NO AL TERMOVALORIZZATORE DI CUPA-SIGLIA che il sindaco De Luca ha intenzione di costruire.
Consulta il sito per conoscere le iniziative che si terranno.
Termovalorizzatore salernoMorte provocata dall'uomoNon Vogliamo il termovalorizzatore a salerno

NO ALL'INCENERITORE A SALERNO,SI A PROGETTI CHE RISPETTANO IL NOSTRO TERRITORIO,LA SALUTE E CHE SIANO REALMENTE IN FAVORE DEI CITTADINI!

Il termovalorizzatore è un disastro economico. Senza Cip 6 non se ne farebbero. Dopo che sono stati tolti ai nuovi termovalorizzatori, la gara per completare quello di Acerra è andata deserta e Prodi li ha reintrodotti con un apposito decreto per i tre nuovi impianti previsti in Campania,tra cui quello di Salerno.


RIFIUTI ZERO E’ una modalità strategica di gestione dei rifiuti già adottata in diversi posti del mondo come a Fresno (California), S.Francisco, San Jose (capoluogo popolosissimo della “mitica” silicon valley dove sono situate migliaia di aziende ad alta tecnologia), Sidney, Oakland, Palo Alto, Tel Aviv, Santa Cruz, Sacramento,Los Angeles, Nuova Zelanda, Seattle, Buenos Aires ed applicato di fatto in tantissime altre città. 

E’ una strategia di gestione dei rifiuti radicalmente opposta all’ attuale incentrata, anche in violazione delle norme europee sulla devastante coppia inceneritori/megadiscariche. 

Rifiuti Zero punta alla loro riduzione, riuso, recupero e riciclo dei materiali post consumo mirando a zero rifiuti nel 2020. La strategia Rifiuti Zero”, permette il più alto bilancio energetico ( e quindi il più alto risparmio in rapporto a tutti gli altri sistemi (inceneritori, rigassifficatori, dissociatori molecolari) si articola in:

 

1) il recupero dei materiali “post consumo” attraverso l’allungamento del ciclo di vita delle merci (sia in fase di progettazione che di uso mediante il riutilizzo) 

2) La messa al bando della plastica monouso e la riduzione degli imballaggi inutili a monte 

3) la raccolta differenziata porta a porta che rende possibile percentuali di recupero vicine all’80 %. Con il raggiungimento di queste percentuali così come avviene in migliaia di città nel mondo, che fanno a meno di inceneritori e discariche, il problema “rifiuti” sarebbe per la gran parte risolto 

4) L’attivazione della filiera per il riciclo del secco da trasformare in nuova materia e dell’umido da inviare a compostaggio. 

5) L’utilizzo degli impianti di TBM trattamento a freddo o meccanico/biologico, capaci di inertizzare, il residuo 20% dei rifiuti attraverso un processo del tutto naturale e paragonabile a ciò che avviene normalmente in un bosco in inverno (digestione aerobica). Questo processo permetterebbe la riduzione di peso di circa la metà ed il deposito sicuro del materiale di risulta, tra l’altro utilizzabile per la sotto pavimentazione stradale. Gli impianti di TMB a chiusura del ciclo in alternativa agli inceneritori, oltre che essere sicuri sotto il profilo ambientale e sanitario sono anche molto più economici e forse è proprio questo il vero motivo di tanto ostracismo. 

6) La visibilità dei residui del ciclo è fondamentale per il fatto che attraverso di essi è possibile affrontare a monte il problema in termini di una diversa progettazione dei beni e degli stessi materiali in maniera tale da abolire a monte, dal lato della produzione i rifiuti non recuperabili. La riscrittura in termini partecipati del Piano di smaltimento e nel caso Campano il rientro ai poteri ordinari ed un adeguato controllo dal basso, che coinvolga e responsabilizzi direttamente le comunità rappresentano l’inizio e la fine di un buon processo e di una civile gestione dei rifiuti. 

BATTIAMOCI PER UNA GESTIONE RAZIONALE DEI RIFIUTI.
DICIAMO NO ALLA POLITICA CRIMINALE DEI RIFIUTI.AI POLITICI DEL PICENTINO NON PUÒ ESSERE PERMESSO DI DARE AVALLO AL TERMOVALORIZZATORE DI SALERNO, PER RAGIONI ETICHE, MORALI, SOCIALI, AMBIENTALI ED ECONOMICHE.


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